La storia d'Australia

Principali Eventi Storici

I Primi Coloni

I primi abitanti dell'attuale Australia furono gli aborigeni, giunti dall'Asia circa 50.000 anni fa. Grazie alla loro particolare capacità di adattamento riuscirono a popolare gran parte dell'isola, pur mantenendo sempre uno stile di vita semi nomade. Seguendo il ciclo delle stagioni, circa 35.000 anni fa arrivarono in Tasmania. I primi oggetti che produssero furono per lo più arnesi per cacciare e tagliare la carne, ma già intorno all'8.000 a.C. avevano realizzato l'ormai famoso e sofisticato boomerang. Si conta che 5.000 anni più tardi fossero già in grado di produrre armi da taglio molto sofisticate tramite un lavoro minuzioso di scheggiatura della pietra. I gruppi erano composti da 50 - 100 individui, basati su rigide regole di costume e dalla spiritualità per loro molto importante se non fondamentale. Il Dreamtime (era del sogno), riguarda la creazione della Terra. Questa credenza racconta di come serpenti giganti emersi dalla Terra, abbiano dato origine a montagne, fiumi, acqua e tutto ciò che si trova attualmente sul Pianeta. I luoghi dove si pensa che queste creature siano emerse sono tuttora sacri, come ad esempio Uluru. Le cerimonie consistono in canti, danze e nell'arte tipica aborigena. Si calcola che la popolazione aborigena, all'arrivo dei primi europei fosse fra 500.000 e 1.000.000 di persone.

La scoperta Olandese

L'esistenza di un continente opposto all'Europa era già stato ipotizzato dai Greci e dai Romani i quali lo nominarono "Terra Australis Incognita" e lo immaginarono molto più esteso di quello che è realmente. Nel XVIII secolo le esplorazioni attraverso il Pacifico spinsero molti a dubitare sull'effettiva esistenza della Terra Australis. Spedizioni nei secoli precedenti da parte di marinai portoghesi, spagnoli e olandesi portarono a credere che quella parte del mondo fosse composta essenzialmente dalle isole dell'Oceania. L'Australia fu avvistata nel 1606 quando Willem Janszoon sfiorò l'attuale Capo York. Nel 1616 Dirk Hartog, a bordo dell'Eendracht, fu il primo europeo a scendere sul suolo australiano. Gli olandesi Peter Nuyts e, soprattutto, Abel Tasman esplorarono fra il 1635 e il 1645 gran parte della costa meridionale e l'attuale isola di Tasmania, giungendo fino in Nuova Zelanda. Gli olandesi credettero erroneamente che il sud dell'Australia costituisse un'isola diversa da quella toccata da Hartog e le diedero il nome di Nuova Olanda, senza però occuparla e colonizzarla perchè ritenevano che fosse solo un immenso deserto privo di risorse.

L'arrivo degli inglesi

Nel 1699 la Società Geografica Britannica finanziò alcune spedizioni d'interesse scientifico-economico verso la Nuova Olanda, approvando un progetto di William Dampier che aveva già esplorato la parte nord-occidentale del Paese. L'esito della missione fu però disastroso, tanto che gli inglesi abbandonarono qualsiasi progetto di colonizzazione dell'Australia per circa settant'anni. Nel 1768 James Cook partì per un lungo viaggio di esplorazioni nel Pacifico. Egli fu il primo ad intuire che la Nuova Olanda fosse un continente e il 28 aprile 1770 sbarcò a Botany Bay, a pochi chilometri dall'odierna Sydney, prendendo possesso di tutta la costa orientale in nome della Corona Britannica e dandole il nome di Nuovo Galles del Sud. Sulla spinta delle scoperte di Cook, l'Inghilterra iniziò ad avviare i primi progetti per l'Australia. Intanto, un altro inglese Matthew Flinders circumnavigò il paese nel 1803 dimostrando che la Nuova Olanda non era formata da più isole ma da un´unica terra a se stante. A Flinders si deve il nome Australia al posto di Nuova Olanda, imposto dagli olandesi ma che veniva ancora impiegato, così come Terra Australis.

L'espansione della colonia

Il nuovo governo, grazie ai massicci finanziamenti arrivati dalla madrepatria, avviò grandi costruzioni soprattutto nel campo delle infrastrutture tese a favorire l'esplorazione dell'interno ancora sconosciuto: fra i vari esploratori celebri di questo periodo vi furono George William Evans, John Oxley, Alan Cunningham, Charles Sturt, Thomas Livingstone Mitchell, George Grey e Ludwig Leichhardt la cui morte, in linea con le idee romantiche dell'epoca, suscitò quindi grande emozione. Nacque una nuova colonia: l'Australia Meridionale, con la capitale Adelaide dedicata alla moglie di un premier inglese. Adelaide, fondata nel luglio del 1837 sulla base di un progetto di Edward Gibbon Wakefield il quale puntava alla creazione di comunità autosufficienti basate sul lavoro agricolo e unite da valori comuni quali la famiglia, la religione e la libertà di mercato. Il progetto di Wakefield, malgrado il sostegno delle comunità religiose, fallì per non aver tenuto conto nè delle particolari condizioni della terra nè della presenza di aborigeni. Il naufragio di Wakefield, fornì lo spunto per un altro progetto destinato all'area meridionale del Nuovo Galles del Sud in cui fu creata la colonia di Victoria dove fu sviluppato l'allevamento degli ovini, in particolare delle pecore merino importate dal Sudafrica che, grazie a condizioni favorevoli, diede grande sviluppo alla produzione di lana esportata in ogni parte del mondo. Al nord del Nuovo Galles, nacque invece la colonia del Queensland. Intorno alla metà del XIX secolo, la Gran Bretagna concesse ampie libertà politiche alle colonie australiane: nel 1842 i consigli legislativi che dovevano affiancare i vari governatori furono resi per due terzi elettivi e nel 1860 furono varate nuove costituzioni con un consiglio dei ministri controllati dalla Camera bassa, eletta con il suffragio universale maschile. Iniziarono a profilarsi subito due tendenze all'interno della società: una costituita dalla popolazione urbana in grande crescita e spinta verso la modernità mentre i grandi allevatori e agricoltori dell'interno si bloccarono su posizioni più conservatrici. La popolazione australiana conobbe un vero e proprio boom demografico in seguito alla scoperta dell'oro che caratterizzò tutta la seconda metà del XIX secolo. Molti cercatori riuscirono a costruirsi una posizione nella nuova terra, che andava sempre più recidendo i legami verso la lontana Gran Bretagna (anche a causa dell'arrivo dei primi immigrati irlandesi) mentre cresceva l'esigenza di dare vita ad una Federazione che riunisse le sei colonie (New South Wales, Queensland, Northern Territory, Western Australia, South Australia, Victoria).

La Prima guerra mondiale

La prima prova unitaria per la neonata nazione fu senza dubbio la prima guerra mondiale, alla quale l'Australia partecipò a partire dal 1914, giungendo in soccorso dell'Inghilterra. Per la partecipazione al conflitto venne creato l'ANZAC un apposito corpo da 300.000 volontari. L'Australia pagò un alto tributo di sangue: rimasero sul campo 60.000 soldati e più di 100.000 furono i feriti e i mutilati. Alla fine della guerra, il rientro dei veterani in patria e il problema relativo al loro inserimento favorì la vittoria alle elezioni del 1918 del Partito Laburista e quindi la nomina a premier di William Huges. Alla conferenza di pace di Parigi, l'Australia ottenne diversi mandati su alcune isole inglesi del Pacifico e sulla colonia tedesca della Nuova Guinea. In quel periodo il Paese entrò nella Società delle Nazioni.

Tra le due guerre

Durante il periodo fra le due guerre l'Australia vide una dirompente crescita economica. Il governo Huges promosse la nascita di industrie favorendo l'inserimento proprio degli ex militari. La crisi politica del 1922 costrinse Huges a costituire un governo di coalizione con il Partito Agrario, le cui continue divisioni ne limitarono l'azione. Il paese andò quindi per due volte alle elezioni anticipate, nel 1925 e nel 1929, quando i laburisti tornarono al potere da soli ma il successivo esecutivo di James Scullin fu travolto dal crollo di Wall Street e dalla successiva crisi economica mondiale. La depressione degli Stati Uniti, principale partner commerciale dell'Australia, fece chiudere molte fabbriche provocando un aumento della disoccupazione (che toccò il 30%). Negli anni trenta, il governo del Paese passò al Partito Australiano Unito, guidato da Joseph Lyons, che tentò di arginare la crisi aumentando i commerci con la Gran Bretagna, il paese che per primo era riuscito ad uscire dal difficile periodo. Il 1939 vide la vittoria dei laburisti e del loro carismatico leader, John Joseph Curtin.

La Seconda guerra mondiale

Superate le resistenze interne, l'Australia intervenne al fianco della Gran Bretagna alla fine del 1939, nel tentativo di scongiurare un possibile dominio nazista sull'Europa. Ma il 1941, con l'aggressione del Giappone agli Stati Uniti e lo scoppio della guerra anche nel Pacifico, significò per gli Australiani l'arrivo del conflitto a pochi chilometri dai propri confini. Città australiane furono bombardate e l'esercito giapponese, dopo aver invaso la Nuova Guinea, avviò un piano di occupazione dell'isola australiana. Il premier Curtin stipulò un accordo militare con l'America e con l'arrivo delle armi e dei rinforzi statunitensi, i giapponesi furono messi in fuga con le battaglie del Mar dei Coralli. Truppe australiane, al seguito del generale americano Douglas MacArthur, liberarono le Filippine e parteciparono all'occupazione del Giappone sconfitto dopo lo sgancio della bomba atomica nell'estate del 1945. In seguito alla vittoria, l'Australia ottenne il controllo dell'Oceania ma acconsentì a favorire il processo di decolonizzazione. In quello stesso anno fu tra i paesi fondatori delle Nazioni Unite, favorendo il processo per l'acquisizione dell'indipendenza della Papua-Nuova Guinea (1975). Nel 1945 morì Curtin, gli succedette Joseph Chifley, rafforzò i legami economici e politici con gli Stati Uniti. Nel 1949 fu creata, insieme alla Nuova Zelanda, l'ANZUS un patto di cooperazione militare volto ad impedire la diffusione del comunismo nell'Oceania e nell'Asia sud-orientale favorendo il processo per l'acquisizione dell'indipendenza della Papua-Nuova Guinea (1975).

Il cambiamento sociale

Nel 1967 il referendum concedeva il diritto di cittadinanza agli aborigeni (90,8% di voti favorevoli), e conferiva al governo federale il potere di disciplinare la posizione degli aborigeni in tutti gli stati, mettendo fine alle discriminazioni. La vita economica dell'Australia ha poi seguito un andamento simile a quello dei paesi occidentali, con il boom degli anni '80 e la recessione degli anni '90. In questi ultimi 15 anni il paese si è rivolto sempre più verso l'Asia, tanto che nel 1986 sono stati sciolti tutti i vincoli legislativi con il Regno Unito. Il 2000 ha visto Sydney ospitare i Giochi Olimpici. L'evento è stato considerato un ottimo inizio di millennio per l'Australia che guarda al nuovo futuro spinta dalla stabilità del proprio passato.