Francis Greenway, l’architetto detenuto

 

Francis Greenway nacque il 20 Novembre 1777 a Mangotsfield (vicino a Bristol, Regno Unito). Fu l’architetto di diverse eminenze a Bristol e Bath, dove fu l’artefice di rinomati edifici, tra cui l’attuale Clifton Club all’epoca Clifton Hotel, famoso anche per essere l’unico edificio ideato da Francis ad essere ancora esistente.

Nel 1812, dopo essere finito in bancarotta 4 anni prima (1809), si dichiarò colpevole di aver falsificato dei documenti finanziari. La dichiarazione fu fatta su consiglio di alcuni suoi amici, che gli costò la condanna a morte, modificata poi in una pena di 14 anni. È ancora ignoto il motivo che lo portò a dichiararsi colpevole, forse fu convinto, che l’unico modo per salvarsi la vita, seppur rischiando, era quello di ammettere la sua colpa.

Macquarie Lighthouse

Nel 1814 fu trasferito dal Regno Unito a Sydney, dove iniziò a scontare la sua pena di 14 anni. Nel 1816 sotto il patrocinio del governatore Lachlan Macquarie, fu proclamato architetto civile; a lui si deve la costruzione del Macquarie Lighthouse a South Head all’entrata di Port Jackson (1816 – 1818).

La realizzazione del farò fu un incredibile successo, che gli consentì di realizzare altri progetti, tra cui i più famosi sono Hyde Park Barracks e la St. James’ Church. Ricevette la grazia del sovrano nel 1819, ma nonostante ciò il proseguo della sua vita non fu felice, questo a causa delle sue elevate pretese riguardo ai compensi da ricevere per realizzare i suoi progetti, anche se percepiva contemporaneamente lo stipendio statale. Questi eventi lo portarono a diventare estremamente povero.

Con una nota sulla Sydney Gazette, fu destituito nel 1835 dal suo incarico, morì in seguito di tifo all’età di 59 anni, anche se la data esatta della sua morte è ignota, si pensa fosse avvenuta il 25 settembre 1837, nonostante la lapide presente nel cimitero Glebe a East Maitland rimasta anonima.

Curiosità

La sua effige fu presente sulle banconote da 10$ dal 1966 al 1993 e fu l’unico caso al mondo, in cui una banconota rappresentasse l’immagine di un noto falsario.

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